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Rapporto IEA: Energie Rinnovabili in crescita, ma orizzonti poco green in assenza di nuove politiche di sostegno

Il settore delle energie rinnovabili si avvicina sempre più convintamente ad uno stadio di maturità e sostenibilità economica, anche se permangono alcune criticità che potrebbero minare il percorso di affermazione di queste fonti verso un ruolo sempre più significativo nel mix energetico mondiale. È quanto emerge dal “Medium-Term Renewable Energy Market Report”, pubblicato a fine agosto dall’IEA (International Energy Agency). Uno studio ricco di dati, ma anche di valutazioni degli scenari futuri, sulla base dell’analisi delle politiche di sostegno per questo settore: incoraggianti i primi, meno confortanti le seconde, per le quali, comunque, vi sono margini di intervento.

 

Partiamo dai numeri: nel 2013 le fonti rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, biomasse e geotermia) hanno prodotto quasi il 22% dell’energia elettrica mondiale (nel 2007 erano al 18%), con la previsione, per i prossimi 5 anni, di una crescita del 45% in termini di produzione elettrica.

 

Una crescita trascinata, in buona parte, dai paesi in via di sviluppo, che contribuiranno per il 70% della crescita delle rinnovabili fino al 2020, giungendo, sempre entro il 2020, a rappresentare l’80% della nuova produzione.

 

Operando un confronto rispetto al 2012, la produzione elettrica delle rinnovabili è aumentata del 5% nel 2013, raggiungendo i 5.070 TWh (240 in più che nel 2012).

 

Gli scenari energetici mondiali si prospettano sempre più green? Non proprio. Esistono alcune problematicità, che spetta ai decisori pubblici gestire.

 

In particolare, il livello tecnologico raggiunto rende le rinnovabili esenti dalla necessità di essere sussidiate con denaro pubblico: il settore è ormai pronto per entrare in un contesto di mercato, che deve però essere ancora creato, seguendo i principi della certezza del ritorno degli investimenti, che devono essere prevedibili. In particolare, il caso che desta più preoccupazione è quello dei biocombustibili, sul quale le istituzioni stanno mutando atteggiamento, rendendo incerto lo scenario di questa area della green economy. E, per guardare in casa nostra, il decreto legge “Competitività” del giugno 2014 ha ridotto gli incentivi alle rinnovabili (in virtù della già citata maturità delle tecnologie), ma ha contribuito ad aumentare il clima di imprevedibilità della normativa di settore, con il rischio di disincentivare gli investimenti (per quanto, è bene sottolinearlo, tale provvedimento rientri a pieno titolo in una logica di tutela dell’interesse sociale).

 

Questo contesto rischia di frenare la crescita del settore, che, sempre stando alle previsioni IEA, non dovrebbe superare il 26% nel 2020, lasciando quindi alle fonti fossili la predominanza all’interno del mix energetico, e con il rischio, se non saranno superati i problemi sopra descritti, di un forte rallentamento della crescita.

 

Le energie rinnovabili sono dunque una realtà che si sta consolidando, ma necessitano di ulteriori e nuove politiche di sostegno perché possano diventare le protagoniste del soddisfacimento del fabbisogno energetico mondiale.

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