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Orti domestici, sostenibilità fai da te

Da una ricerca condotta on line da FoodSaver nel 2012 emerge un ritrovato interesse, da parte degli italiani, per la coltivazione di piccoli orti domestici.

 

Oltre il 25% degli intervistati ha dichiarato di possedere un orto domestico, e più del 70% ha affermato che trarrebbe piacere dall’avere la possibilità di produrre da sé parte degli alimenti destinati al consumo in casa.

 

Verdure, erbe aromatiche, frutta: sono queste le coltivazioni casalinghe più diffuse.

 

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, le ragioni del recupero di questa pratica non si trovano nella necessità di affrontare la crisi economica: l’abbattimento dei costi della spesa alimentare tramite la produzione in proprio di generi alimentari è citata dal 17% di chi ha risposto. Più diffuso, invece, il richiamo alla volontà di conoscere ciò che viene consumato sulla tavola, per avere certezze sulla freschezza la genuinità. Rilevante anche la porzione di contadini casalinghi (il 22%) che individua, tra le ragioni della sua scelta, la sensazione di relax provata durante l’attività di cura delle coltivazioni.

 

Un indicatore molto interessante della voglia di ricercare gusti semplici e naturali, di conoscere a fondo “la filiera” dei prodotti che giungono sulla nostra tavola, che sono associati ad una cultura del benessere che si contrappone alla frenesia e all’insostenibilità ambientale dell’attuale modello di sviluppo.

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