Side Menu
WiGreen | Entomofagia
2430
post-template-default,single,single-post,postid-2430,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,smooth_scroll,

Blog

Entomofagia

Secondo le ultime stime FAO (2013), lungo la filiera produttiva alimentare e a livello domestico vengono perse complessivamente 1,3 miliardi di tonnellate di cibo.

 

Questo dato si lega a quello del ritmo di crescita demografica della popolazione mondiale: come dicono le valutazioni più recenti, nel 2050 gli abitanti del pianeta saranno più di 9 miliardi. Se non modifichiamo modelli produttivi ed abitudini di consumo, potremmo arrivare al giorno in cui non ci sarà abbastanza cibo per sfamare tutti gli abitanti della Terra.

 

Diventa quindi inevitabile cominciare a considerare fonti di cibo alternative a quelle consuete nel mondo occidentale che, talvolta, vengono ottenute con metodi poco rispettosi dell’ambiente. Una di queste, di sicuro quella con l’effetto più stravolgente sulle nostre consuetudini e percezioni, è rappresentata dal cibo derivante dagli insetti.

 

Avete letto bene: quei piccoli esseri che suscitano spesso ribrezzo e fastidio, della cui morte per schiacciamento pochi di noi possono professare innocenza, rappresentano una possibile risposta ad uno dei problemi più drammatici dei nostri tempi.

 

Per prima cosa, il blocco che ci impedisce di considerarli alla stregua di normali alimenti è frutto di una consuetudine tutta occidentale: in svariate parti del mondo, dal Messico alla Papua Nuova Guinea, dalla Colombia alla Birmania, dal Madagascar fino al Giappone, gli insetti sono componenti ben radicati delle diete.  In paesi lontani dal nostro, possono essere cozze e gamberetti a creare una sensazione di disgusto in chi li immagina associati al palato. Come spesso accade, dunque, si tratta solo di una questione di abitudine.

 

Valutandone il profilo nutrizionale, si registrano addirittura dei benefici: gli insetti sono ricchi di proteine, e hanno meno grassi saturi e colesterolo rispetto alle carni tradizionali. Ed anche dal punto di vista sanitario non presentano complicanze rispetto ad altri alimenti di origine animale. Inoltre, si stima che la loro produzione avverrebbe con costi contenuti.

Il loro inserimento nelle diete avrebbe il vantaggio di poter far riferimento ad una fonte di cibo quasi illimitata, e la cui produzione avverrebbe a basso impatto ambientale, sicuramente inferiore a quello causato dalle tradizionali fonti proteiche (carne e pesce). Se rimane comunque impensabile sostituire completamente le fonti tradizionali, è anche indispensabile cominciare ad ipotizzare nuove risorse da cui attingere.

 

Come spesso accade, la soluzione a problemi, anche di grande portata come quello alimentare, non passa per innovazioni fantascientifiche, ma dalla capacità di saper cogliere opportunità laddove era impensabile scovarne, prima che si venisse a creare una condizione di necessità. Una dieta integrata con ciò che è abitualmente considerato fastidioso e disgustoso, come nel caso degli insetti, si inserisce in questo discorso, offrendo potenziali risorse alimentari in enorme quantità, senza rischi sanitari, e pienamente sostenibili.

 

Per chiunque sia stato infastidito da mosche e zanzare, punto da api, o abbia trovato la casa colonizzata da formiche, ecco un ottimo modo per ottenere una vendetta sana ed ecologica!

No Comment

Post A Comment