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WiGreen | Glossario
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Glossario

In questa sezione si trova l’abbecedario di WiGreen, in cui sono presentati e descritti i termini
cruciali del dibattito di cui ci facciamo promotori

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Per ambiente si intende, genericamente, l’insieme delle condizioni che circondano un soggetto fisico, e con le quali esso si relaziona. Tale concetto può applicarsi a vari contesti: si può così parlare di “ambiente naturale” o di “ambiente informatico”. Con riferimento al mondo dell’ecologia, l’ambiente è l’insieme degli elementi naturali con cui l’Uomo interagisce, sia quando li sfrutta in termini di risorse, che quando deve affrontare potenziali pericoli. In questo contesto, l’ambiente è costituito da varie “sfere”, categorie che raggruppano le componenti del mondo naturale: l’atmosfera, l’idrosfera, la litosfera, che rappresentano i comparti costituiti da, rispettivamente, l’aria, l’acqua (quella in forma solida prende anche il nome di criosfera), il suolo e il sottosuolo. Ad esse va aggiunta la biosfera, che è quella porzione di Terra in cui si trovano le condizioni necessarie per la vita, e che è un sottoinsieme delle tre sfere sopra citate.

AMBIENTE

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La biodiversità indica l’insieme delle forme di vita (sia animali che vegetali, considerandone l’intero patrimonio genetico) che vivono in un preciso ecosistema e le condizioni che sono proprie dell’ecosistema stesso. La sua importanza si riflette in diversi campi: è spesso indicatore di un elevato grado di protezione dell’ambiente (un alto livello di biodiversità è indicativo della buona salute dell’ambiente), è una risorsa che può essere sfruttata in molteplici settori (da quello alimentare, a quello turistico e farmaceutico), e la sua conservazione è una delle forme più importanti attraverso cui l’Uomo può stemperare la sua cieca pretesa di piegare le risorse del pianeta alle sue esigenze, rispettando le altre forme di vita.

BIODIVERSITÀ

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Un combustibile fossile è il risultato del processo di decomposizione di materia organica risalente a milioni di anni fa. All’interno di questa definizione si collocano combustibili come il carbone, il petrolio e il gas naturale, che sono i combustibili tradizionali usati per la produzione di energia elettrica e termica. Sono classificati tra le fonti di energia non rinnovabile, in quanto presenti in quantità limitata sulla Terra. Il loro utilizzo, negli ultimi anni, è stato soggetto a limitazioni, in ragione dell’alto livello di inquinamento da esso generato: uno dei prodotti naturali della combustione è l’anidride carbonica, il maggior responsabile del surriscaldamento globale. Inoltre, la loro combustione immette anche altre sostanze dannose in atmosfera, rimuovibili attraverso apposite tecnologie. Tra gli inquinanti più importanti troviamo gli ossidi di zolfo e di azoto, il particolato, il monossido di carbonio, i composti alogenati.COMBUSTIBILI FOSSILI

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E’ il fenomeno per il quale si assiste al progressivo abbattimento di foreste e boschi con l’obiettivo di utilizzare i terreni su cui si trovavano per ospitare attività antropiche (dall’agricoltura a nuovi insediamenti urbani), per sfruttare il legname e per produrre carta. Il suo effetto è pesantemente dannoso sull’ambiente; in particolare, nell’ambito del fenomeno del surriscaldamento globale, abbattere massicciamente boschi e foreste significa rimuovere un importante risorsa in grado di assorbire l’anidride carbonica (attenuando i cambiamenti climatici) ed immettere ossigeno in atmosfera.

DEFORESTAZIONE

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L’energia, in fisica, è definita come la capacità di compiere un lavoro; come tale, è un concetto indispensabile per tutte le attività umane. Per produrre energia è necessario sfruttare risorse reperibili nell’ambiente. Alcune risorse, nel loro consumo, emettono inquinanti dannosi per l’uomo e per l’ambiente (responsabili del fenomeno del surriscaldamento globale, delle piogge acide, dell’eutrofizzazione delle acque, di danni diretti alla salute ecc.). Le fonti da cui è possibile ricavare energia si dividono in non rinnovabili (il cui tasso di consumo è superiore a quello di formazione naturale, come sono le fonti fossili, quindi destinate all’esaurimento) e rinnovabili (disponibili, pur con alcune differenziazioni, in quantità illimitata, come l’energia proveniente dal sole, dal vento, dall’acqua, da fonti geotermiche).

ENERGIA

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E’ l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Food and Agricolture Organization), che lavora per garantire la corretta nutrizione di tutti gli esseri umani e incrementare la produttività agricola. Il suo scopo è migliorare le condizioni di vita di quelle popolazioni che vivono il dramma della fame per mancanza di cibo.FAO

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E’ quella forma di economia che trova profitto dalla limitazione degli impatti ambientali dei cicli produttivi e dalla sensibilità dei consumatori per il tema della sostenibilità. Si sviluppa nella ridefinizione dei processi, in cui viene prestata attenzione all’uso di risorse (energia, acqua, materiali) per minimizzarne lo sfruttamento e, conseguentemente, abbattere costi di produzione ed acquisire un vantaggio sul mercato. Questa forma di economia è spesso sovvenzionata dalle istituzioni con aiuti pubblici, che premiano la sostenibilità e rendono meno vantaggiose le attività inquinanti. Ad essa è anche associato l’importante fenomeno delle certificazioni verdi, di cui possono fregiarsi i prodotti realizzati rispettando criteri di sostenibilità. I consumatori attenti a questa tematica premieranno, nelle loro scelte d’acquisto, i beni che dimostrano la loro stessa sensibilità.

GREEN ECONOMY

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Con questo termine si fa riferimento all’insieme dell’acqua presente nel sottosuolo e sulla superficie del pianeta. L’acqua è considerata, nel mondo occidentale, come una risorsa presente in quantità illimitata, ma in altre aree del pianeta si assiste a situazioni di penuria di questo bene. Oltre ad essere un elemento indispensabile per la vita di ciascun individuo, è un fattore fondamentale nelle attività agricole e industriali. Le forme di inquinamento a cui è soggetta (come lo scarico di nitrati, fosfati, cloro, di sostanze di natura organica, di metalli pesanti, di fertilizzanti e pesticidi provenienti dall’agricoltura) sono tra le più pericolose, dato l’ampissimo utilizzo di questo bene. Nell’ambito delle energie rinnovabili, lo scorrimento dell’acqua viene sfruttato per produrre energia idroelettrica.

IDROSFERA

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Il “Life Cycle Assesment” è una metodologia di valutazione dell’impatto impiantale di un prodotto attraverso la considerazione del suo intero ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento. Permette quindi di valutare la sostenibilità di un prodotto nella maniera più ampia e completa, esaminando le componenti che incidono su tutto il ciclo produttivo, sia come input (materiali, energia ecc.) che come output (inquinanti di ogni genere), oltre che nelle fasi di distribuzione, consumo e smaltimento. Proprio per il suo carattere omnicomprensivo, l’estensione del suo approccio viene codificata con l’espressione “dalla culla alla tomba” del prodotto.LCA

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Il metano (CH4  ) è uno dei principali gas serra, responsabile per il 18% del fenomeno del surriscaldamento globale. I gas serra sono presenti naturalmente in atmosfera, e l’effetto serra è uno dei meccanismi che rendono possibile la vita sulla Terra: assorbendo la radiazione solare riflessa dalla Terra, permettono di mantenere una temperatura media globale di circa 15° (senza la loro azione, sarebbe -18°). La loro massiccia emissione da parte dell’Uomo come prodotto delle reazioni di combustione (particolarmente per il caso della CO2) e per altri generi di attività (nel caso del metano, quelle agricole e di decomposizione dei rifiuti) determina l’incremento dell’effetto serra, con conseguenze deleterie sul clima del pianeta.

METANO (E ALTRI GAS SERRA)

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Rappresenta l’insieme di teorie che negano l’esistenza di cambiamenti climatici causati dall’Uomo. Farne un elenco e una descrizione completa sarebbe operazione troppo lunga: esse spaziano dal mettere in dubbio il contributo dei gas serra al fenomeno, a minimizzare il contributo umano per quanto ne riguarda l’immissione, fino a negarne in toto l’incremento di concentrazione in atmosfera. E’ utile ricordare questo dato: le cause dell’aumento delle temperature medie registrate negli ultimi anni vengono individuate nelle attività antropiche da ogni accademia scientifica nazionale che abbia preso posizione sull’argomento, e in particolare da tutte le accademie scientifiche dei paesi membri del G8.

NEGAZIONISMO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

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L’ozono è un gas la cui molecola è composta da tre atomi di ossigeno, ma rispetto alla forma di questo elemento che siamo abituati a respirare (avente due soli atomi), ha proprietà fortemente diverse.
L’ozono può essere usato nei processi di disinfezione, specie delle acque, anche se la sua instabilità e la sua tossicità ne rendono spesso difficile l’impiego; inoltre, è il componente più importante dello smog fotochimico, particolarmente nocivo per la salute. E’ però maggiormente conosciuto per il fenomeno del “buco dell’ozono”, o, più correttamente, dell’assottigliamento dello strato di ozono presente nella stratosfera, in particolare in corrispondenza del Polo Sud. Questo strato di ozono compie l’importante funzione di assorbire la porzione di radiazione ultravioletta proveniente dal Sole, nociva per l’uomo. La causa dell’affievolimento di questo strato risiedeva nelle reazioni con i composti denominati clorofluorocarburi (CFC), usati come fluidi refrigeranti. Oggi tali composti sono stati sostituiti da altri innocui per l’ambiente, permettendo così il rientro dell’allarme.
OZONO

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E’ un impianto tramite cui è possibile ottenere energia elettrica dalla radiazione solare attraverso lo spostamento di elettroni che assorbono l’energia di quest’ultima. Installati sui tetti degli edifici, o disposti a livello del terreno su superfici libere, garantiscono approvvigionamento di energia da una fonte rinnovabile, senza causare inquinamento.

PANNELLO FOTOVOLTAICO

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Per rifiuto si intende tutto ciò che avanza o viene scartato dalle attività umana. Sono rifiuti i beni che hanno esaurito la loro funzione, e non possono essere più sfruttati, ma anche quelli che vengono sprecati per inefficienze della catena di produzione o nel momento del consumo perché ritenuti non più sfruttabili. Il loro smaltimento è uno dei problemi più importanti che le società si sono trovate ad affrontare negli ultimi anni, vista la loro crescente quantità. Tecnologie che prevedono il loro riutilizzo o riciclo, il recupero del loro contenuto energetico, e le attività di sensibilizzazione per ridurne la produzione sono ormai diffuse e promosse da istituzioni e cittadini.

RIFIUTO

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Lo sviluppo è definito sostenibile se garantisce alle generazioni future le stesse possibilità di benessere di quelle attuali, grazie ad un attento sfruttamento delle risorse e al generale rispetto dell’ambiente. Tale sviluppo è fortemente contraddistinto dal carattere di equità nei confronti di soggetti che non sono partecipi delle scelte del presente, e ciò si traduce nella conservazione dei beni ambientali, nelle attività di ricerca volte alla realizzazione di tecnologie a basso impatto, nello sviluppo di un modello di pensiero che premia la lungimiranza in luogo dell’immediatezza.
SVILUPPO SOSTENIBILE

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La termovalorizzazione è un metodo di smaltimento dei rifiuti che ne prevede l’incenerimento (e il conseguente trattamento delle scorie per assicurarne la sterilizzazione) e lo sfruttamento del calore proveniente dall’attività di combustione ad uso termico o nei cicli di produzione dell’energia elettrica. La combustione dei rifiuti prevede sempre il trattamento delle emissioni, costituite da ossidi di azoto e zolfo, di particolato, di sottoprodotti e prodotti intermedi della combustione (come le diossine).

TERMOVALORIZZAZIONE

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L’uranio è l’elemento chimico più comunemente utilizzato per produrre energia nucleare (che deriva dalla trasformazione dei nuclei atomici degli elementi sfruttati nel processo di produzione). Essendo l’uranio presente in quantità limitata sulla Terra, questa fonte di energia è da considerarsi non rinnovabile. L’energia nucleare non emette gli inquinanti “tradizionali” dei processi di produzione di energia che fanno ricorso alla combustione, ma il problema dello smaltimento delle scorie radioattive da cui non è possibile ricavare energia è tutt’oggi irrisolto.

URANIO

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Il vento è lo spostamento di massa d’aria, che normalmente si trasferisce dalle zone ad alta pressione a quelle a bassa pressione. Viene sfruttato per produrre energia, definita eolica, tramite pale in grado di ruotare in funzione dell’intensità del vento, e trasmettere l’energia cinetica del movimento ad un rotore che la converte in energia elettrica, senza produrre inquinamento. Assieme al solare e all’idroelettrico, è la forma di energia rinnovabile più diffusa.
VENTO

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E’ l’espressione con la quale ci si riferisce a quei processi di produzione di energia che non emettono in atmosfera gas serra che contribuiscono ad aggravare il surriscaldamento globale. A “Zero emissioni” sono quelle tecnologie che permettono di ottenere energia da fonti rinnovabili, per esempio. Ma sono anche quei processi le cui emissioni vengono compensate da altre attività che funzionano in senso opposto. Un esempio è la coltivazione di un determinato numero di piante che, attraverso la fotosintesi clorofilliana, riescono a sequestrare un quantitativo di CO2 pari a quella emessa da una specifica attività. Una possibilità di intervento prevista nel protocollo di Kyoto, ma a cui spesso si fa ricorso in modo inopportuno, scaricando su di essa tutta la responsabilità del contenimento delle emissioni. Di frequente, questa cattiva interpretazione viene anche sfruttata a fini commerciali. Nonostante interventi di questo tipo possano avere una certa utilità, non sono sufficienti, di per sé, ad adempiere il dovere della riduzione delle emissioni climalteranti. E’ necessario ripensare profondamente i cicli di produzione e il modello di sviluppo, non agire per tamponare un danno già avvenuto.
ZERO EMISSIONI